Planimetrie di emergenza: la norma UNI ISO 23601:2024

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Planimetrie di emergenza: la norma UNI ISO 23601:2024

Sapere come comportarsi nelle situazioni critiche – come incendi, terremoti o evacuazioni di massa – e sfruttare le vie di esodo in modo efficace, richiede planimetrie di emergenza chiare, precise e a norma di legge, che possono fare la differenza in momenti delicati e spesso “frenetici”.

Di recente è stata aggiornata la norma ISO 23601 che stabilisce i principi di progettazione delle planimetrie di emergenza. Vediamo maggiori dettagli, in questo articolo.

L’obbligo di redazione delle planimetrie di emergenza

Come detto, la norma UNI ISO 23601:2024 (Identificazione di sicurezza – Segnaletica per le planimetrie di esodo ed evacuazione) stabilisce i principi di progettazione delle planimetrie di emergenza (esodo ed evacuazione) da esporre negli ambienti pubblici e privati.

In generale, è bene ricordarlo, il piano di emergenza ed evacuazione (PEE) è un documento obbligatorio nei luoghi di lavoro con almeno 10 lavoratori, in quelli con presenza contemporanea di più di 50 persone e nelle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (ai sensi del DPR 151/2011).

L’obbligo di redazione delle planimetrie di emergenza, dunque, è legato a quello del PEE, e in esse sono contenute informazioni fondamentali su:

  • sicurezza antincendio;
  • esodo;
  • evacuazione;
  • salvataggio degli occupanti della struttura.

Queste planimetrie, destinate ad essere esposte come segnaletica nelle aree pubbliche e nei luoghi di lavoro, possono essere utilizzate anche dalle forze di intervento in caso di emergenza.

La norma UNI ISO 23601:2024 è entrata in vigore ufficialmente il 3 maggio 2024 e sostituisce la versione del 2014. Essa non riguarda le planimetrie destinate ai servizi di sicurezza né i disegni tecnico professionali dettagliati per l’uso da parte di specialisti.

La norma UNI ISO 23601:2024 sulle planimetrie di emergenza

Le planimetrie di emergenza permettono di dare un quadro preciso di dove si trova l’utente in quel momento all’interno dell’edificio e di quali sono le via di fuga più vicine per un’evacuazione rapida e ordinata.

Non solo. Tale documento consente anche di capire dove si trovano i dispositivi di sicurezza antincendio (ad esempio estintori e allarmi), i punti di raccolta ove riunirsi dopo l’evacuazione e le informazioni su come comportarsi nelle situazioni di emergenza.

La norma ISO 23601:2024 rappresenta quindi lo strumento che assicura di armonizzare le informazioni riportate nelle planimetrie di emergenza, in modo da avere uno standard di riferimento. Ciò riguarda, ad esempio, sia i colori che i simboli da utilizzare, per far sì che il contenuto delle planimetrie sia chiaro e facile da comprendere, a prescindere dalla lingua dell’utente (in contesti come le strutture ricettive, ad esempio, è evidente come possano trovarsi nello stesso luogo persone provenienti da Paesi diversi).

Oltre agli aspetti pratici su come dev’essere la segnaletica per le planimetrie – legati, ad esempio, a fattori quali design, dimensioni, colori, legenda, informazioni di sicurezza, materiali, ecc – un aspetto importante evidenziato nella norma riguarda l’aggiornamento delle planimetrie, che devono essere prontamente riviste in caso di modifiche strutturali o funzionali degli edifici. Questo permette di avere sempre la massima corrispondenza tra ciò che l’utente vede nel documento affisso e la struttura in cui effettivamente si trova.

Altri esempi di elementi da considerare, nella redazione di una planimetria di emergenza, possono essere:

  • orientamento della planimetria;
  • posizionamento in punti strategici dell’edificio e in prossimità delle luci di emergenza (affinché la planimetria sia consultabile anche in caso di blackout);
  • formato e scala di disegno da utilizzare;
  • indicazione dei principali arredamenti o elementi architettonici, ed eliminazione dei dettagli non necessari;
  • ecc.

L’importanza di un piano di emergenza ed evacuazione (PEE)

Per realizzare una planimetria di emergenza efficace e a norma di legge, oltre a quanto indicato nella norma 23601:2024, ovviamente è fondamentale redigere un piano di emergenza ed evacuazione. Il PEE, infatti, è il documento che integra il DVR e che include tutte le operazioni fondamentali per gestire le situazioni di emergenza e per abbandonare l’edificio in modo tempestivo e sicuro. Le informazioni indicate nella planimetria si rifanno, quindi, a quanto indicato nel PEE.

Per redigere il piano di emergenza è cruciale effettuare una valutazione dei rischi presenti e considerare le caratteristiche specifiche del contesto, sia in termini strutturali che di attività previste all’interno dei diversi ambienti, oltre che per quanto riguarda la tipologia di persone che frequentano solitamente quegli spazi.

Infatti, nonostante vi possano essere degli elementi in comune, è chiaro che – ad esempio – le strutture ricettive avranno peculiarità diverse rispetto a una palestra oppure ad una scuola. Anche all’interno della stessa categoria, inoltre, andranno considerati scenari diversi per le attività di esodo ed evacuazione: una palestra fitness, ad esempio, dovrà operare diversamente da una riabilitativa, così come una scuola elementare – con presenza di minori – non può essere equiparata a un’università.

Per approfondire, puoi trovare alcuni articoli del nostro magazine specifici proprio su questi ambienti:

Devi redigere le planimetrie di emergenza della tua azienda e vuoi essere certo che siano realizzate in modo efficace, in conformità alla nuova norma UNI ISO 23601:2024? Contattaci senza impegno per richiedere il supporto di un nostro professionista.


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Immagine di Fabrizio Cattaneo
Fabrizio Cattaneo

Consulente e formatore specializzato in sicurezza sul lavoro e trasporto merci pericolose, amante della montagna.

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