Malattie asbesto correlate: i dati del quinquennio 2019-2023

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Malattie asbesto correlate: i dati del quinquennio 2019-2023

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, ad esempio, hanno stimato che oltre il 70% dei decessi per tumori di origine professionale, a livello mondiale, è riconducibile all’esposizione all’amianto.

Un recente documento pubblicato dall’Inail (Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica) riporta alcuni dati interessanti sulle malattie asbesto-correlate nel quinquennio 2019-2023, con la numerosità delle malattie, la gravità, i territori nazionali più coinvolti e i settori in cui si concentrano le malattie professionali.

Vediamo, di seguito, maggiori dettagli.

Malattie asbesto correlate: alcuni dati

Nel documento Inail sono stati considerati i dati sulle malattie professionali asbesto correlate nel quinquennio 2019-2023. Nella lettura dei dati, infatti, bisogna considerare che il riconoscimento della malattia professionale necessita di tempi tecnici per la gestione e la definizione della pratica. Inoltre, i postumi delle malattie asbesto correlate sono fortemente influenzati dal periodo di tempo tra la data di contrazione della patologia e quella di osservazione del fenomeno.

Altro aspetto da tener presente è che il numero dei tecnopatici emerso dai dati è inferiore al numero delle malattie professionali, per un motivo ben preciso: per un singolo lavoratore possono essere aperte anche più pratiche, per diverse patologie.

In generale, nel quinquennio 2019-2023, i lavoratori che in media hanno visto riconosciuta dall’Inail l’origine lavorativa della patologia contratta sono 19.918 all’anno, di cui mediamente il 2,8% (556 casi) è deceduto a causa della malattia.

Quelli affetti da patologie asbesto correlate di origine professionale, rilevati nel periodo di tempo citato, sono invece in media 1.269, ovvero il 6% del totale dei tecnopatici. Mediamente, ogni anno, i decessi dovuti a queste malattie sono il 40% (501 casi). Nel triennio più consolidato (2019-2021), la media annua dei lavoratori a cui viene riconosciuta la malattia professionale asbesto correlata è pari a 1.404, mentre la percentuale degli esiti mortali sale al 44% (in media, 614 decessi l’anno).

Nel periodo in esame, circa il 4% dei riconoscimenti ha riguardato il genere femminile, per il quale la definizione dei postumi si è rivelata più severa. Nell’anno di protocollo 2019, il 67% delle lavoratrici è deceduto, mentre l’11% ha registrato una menomazione compresa tra il 51% e il 100% (e solo il 22% una menomazione inferiore, a fronte di un 51% se non si considera la distinzione per genere).

Infine, le classi di malattie asbesto correlate più riconosciute nel triennio 2019-2021 (con 526 casi l’anno) sono state:

  • tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli: 38%;
  • altre malattie della pleura: 29%;
  • malattie polmonari da agenti esterni: 18%;
  • tumori maligni dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici: 14%;
  • altre classi: 1%.

Malattie asbesto correlate in Italia, per territorio e settore

Nell’anno di protocollazione 2023, i casi riconosciuti di malattie asbesto correlate sono così distribuiti sul territorio nazionale:

  • 32% nel Nord-Ovest (Lombardia 144 riconoscimenti, Piemonte 107);
  • 29% nel Mezzogiorno (Sicilia 126, Puglia 90);
  • 27% nel Nord-Est (Friuli-Venezia Giulia 169 – regione con il maggior numero in Italia, Veneto 66);
  • 12% nel Centro (Toscana 76 riconoscimenti).

Sempre con riferimento al 2023, il tumore maligno di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli ha rappresentato la malattia professionale asbesto correlata più diffusa nel Nord-Ovest (67%), nel Nord-Est (44%) e nelle regioni centrali (43%). Nel Sud e nelle Isole, invece, al primo posto si trovano le “altre malattie della pleura” (41%).

Per quanto riguarda i settori in cui le malattie asbesto correlate si sono concentrate di più nel 2023, invece, il 72% dei casi si è registrato nell’Industria, seguita da Artigianato e Servizi (entrambi con il 13%).

All’interno del settore Industria, il 57% dei casi riconosciuti riguarda il sub-settore “Metalmeccanica” (443 casi) mentre il 18% le “Costruzioni” (141 casi). Al terzo posto si piazza il settore “Chimica” con 44 casi.

Per approfondire, puoi consultare il documento completo “Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica” qui.

Valutazione del rischio da esposizione ad amianto

Come detto, le malattie asbesto correlate sono dovute all’esposizione alle fibre di amianto, materiale ancora molto presente sul territorio italiano (sebbene dal 1992 siano vietate l’importazione, l’utilizzo e la commercializzazione di questo minerale).

Di fatto, l’amianto è dannoso per l’uomo solo se non viene sottoposto alle manutenzioni necessarie, per evitare che le sue fibre vengano rilasciate nell’ambiente. Sono queste ultime, infatti, a rappresentare un pericolo per la salute: se inalate, rischiano di depositarsi negli alveoli polmonari e fermarsi nei bronchi, causando alterazioni a livello dell’apparato respiratorio e polmonare.

L’accumulo di fibre di amianto può provocare conseguenze quali infiammazione permanente, ispessimento delle pareti e una specifica fibrosi polmonare chiamata appunto asbestosi, che si associa spesso a tumori.

Il termine “amianto” include, in realtà, i seguenti silicati fibrosi:

  • actinolite;
  • grunerite;
  • antofillite;
  • crisotilo;
  • crocidolite;
  • tremolite.

Ecco perché, nelle imprese i cui lavoratori sono esposti al rischio di esposizione ad amianto, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare una specifica valutazione del rischio.

Qui trovi un approfondimento su valutazione del rischio amianto e obblighi del datore di lavoro.

Devi effettuare una valutazione del rischio nella tua azienda o formare i tuoi dipendenti alla sicurezza sul lavoro? Contattaci senza impegno per richiedere il supporto di un nostro esperto.


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Immagine di Valentina Vasselai
Valentina Vasselai

Amministratrice, RSPP e responsabile del settore consulenza. Mamma infinitamente grata, amante delle giornate di sole, sempre pronta a nuove sfide.

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Valentina Vasselai

Amministratrice, RSPP e responsabile del settore consulenza. Mamma infinitamente grata, amante delle giornate di sole, sempre pronta a nuove sfide.

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