La sicurezza sul lavoro nelle strutture ricettive e turistiche

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La sicurezza sul lavoro nelle strutture ricettive e turistiche

Garantire un ambiente sicuro, non solo per i lavoratori ma anche per clienti e ospiti che usufruiscono di quegli spazi, è fondamentale per prevenire i rischi e gestire al meglio le situazioni di emergenza.

In questo articolo vediamo alcuni dei fattori principali da tener presenti quando si parla di sicurezza nelle strutture turistiche e ricettive, sebbene – è importante ricordarlo – soltanto una valutazione dei rischi specifica permetta di definire con precisione gli elementi da considerare per ogni singola casistica.

Sicurezza nelle strutture turistiche e ricettive: figure e corsi obbligatori

Come accade per ogni attività lavorativa, anche le strutture ricettive e turistiche sono soggette agli obblighi previsti dal Testo Unico per la salute e sicurezza sul lavoro.

Questo significa, ad esempio, che queste realtà sono tenute a garantire ai lavoratori la formazione alla sicurezza sul lavoro, che è obbligatoria sia per coloro che sono assunti a tempo indeterminato sia – come spesso accade in questo settore – a coloro che hanno contratti a chiamata o a tempo determinato, dipendente dalla stagionalità.

La formazione dei lavoratori in ambito turistico è solitamente di rischio basso, ma non è da escludere anche quella di rischio medio o alto per figure particolari, come ad esempio i manutentori di impianti, quelli del verde, coloro che utilizzano macchine o attrezzature, oppure chi opera in spazi confinati o in quota.

Al pari delle aziende, anche le strutture turistiche e ricettive sono tenute a nominare gli addetti al primo soccorso e all’antincendio, dunque tali figure devono essere adeguatamente formate e addestrate, per poter gestire le emergenze legate a un elevato numero di ospiti.

In tema antincendio, le attività vengono suddivise in tre categorie (A, B e C, rispettivamente a basso rischio o standardizzate, a medio ed elevato rischio):

  • categoria A: strutture turistico-ricettive con oltre 25 posti letto, fino a 50 posti letto;
  • categoria B: strutture turistico-ricettive con oltre 50 posti letto e fino a 100 posti letto; strutture turistico-ricettive all’aria aperta e con capacità ricettiva superiore a 400 persone;
  • categoria C: strutture turistico-ricettive con oltre 100 posti letto.

Di conseguenza, risulta fondamentale anche avere un piano di emergenza ed evacuazione ben definito, condiviso con i dipendenti e /o collaboratori e “collaudato”, tramite opportune prove di evacuazione (qui puoi trovare un approfondimento dedicato proprio al PEE nelle strutture alberghiere).

Altre figure che vanno nominate (e formate) per la gestione della sicurezza delle strutture turistiche o ricettive sono:

Esempi di rischi specifici nelle strutture ricettive e turistiche

Oltre agli aspetti di base visti nel precedente paragrafo, legati alla sicurezza sul lavoro nelle strutture ricettive o turistiche, vi sono anche altri rischi specifici che vanno spesso considerati in questo settore.

Ad esempio, il rischio stress lavoro correlato è potenzialmente molto alto per chi opera nel turismo, per diversi motivi: ritmi di lavoro elevati in certi periodi dell’anno, straordinari, pause limitate, carenza di personale, contatto con il pubblico… tutti elementi che possono incidere negativamente sulla salute psicofisica del lavoratore e che non vanno presi alla leggera.

Altri esempi di rischi specifici possono essere quelli dovuti a:

  • movimentazione manuale di carichi pesanti (basti pensare alle attività di manutenzione e facchinaggio);
  • rischio chimico, che può entrare in gioco per i prodotti utilizzati nelle attività di pulizia;
  • rischio legionella, per i lavoratori che operano come addetti manutenzioni e/o pulizie e quelli che fruiscono degli alloggi delle strutture ricettive in cui lavorano;
  • rischio scivolamento e caduta in piano, per la presenza di superfici irregolari o scivolose (alcuni esempi possono essere i piani vasca delle piscine, la presenza di scale da percorrere spesso durante la propria attività, ecc.).
  • rischio spazi confinati per eventuali operatori interni addetti alle manutenzioni di vani tecnici, come piscine o simili.

Un altro aspetto da tener presente è legato al lavoro notturno (es. chi lavora su turni, come il portiere o il receptionist di un hotel). Questa modalità di lavoro può avere delle conseguenze sia a breve che a lungo termine, di tipo fisico e psicologico: aumento dei livelli di stress, disturbi del sonno o digestivi, fino ad arrivare ai casi più gravi di malattie cardiovascolari, neurologiche, ecc.

Il lavoro notturno, non a caso, necessita di una valutazione dei rischi specifica e della sorveglianza sanitaria, e rientra nella lista dei lavori usuranti.

Rischi legati alla ristorazione e al settore alimentare

Tantissime strutture ricettive e turistiche sono legate anche al settore alimentare e della ristorazione, prevedendo la preparazione e somministrazione di cibi e bevande.

Dunque, oltre ai rischi specifici visti in precedenza (es. rischio incendio, stress lavoro correlato, rischio chimico, caduta in piano, ecc), in questo ambito potrebbero esserne coinvolti anche altri. Per citarne alcuni:

  • rischio biologico, per le scarse condizioni di igiene e il contatto con alimenti deteriorati o muffe;
  • rischio ustioni e ferite da taglio, durante la preparazione dei cibi o la pulizia degli strumenti;
  • rischio microclima e stress termico, per temperature troppo alte (in zona fornelli, forno) o troppo basse (celle frigorifere);
  • ecc.

Inoltre, chi opera nell’ambito della ristorazione è tenuto a rispettare non solo quanto previsto in tema di sicurezza sul lavoro, ma anche gli obblighi legati a igiene alimentare e personale, avvalendosi di un piano di autocontrollo alimentare HACCP.

Per approfondire, qui puoi trovare un articolo dedicato alla sicurezza sul lavoro nella ristorazione.

Insomma, le strutture turistiche e ricettive includono una gran varietà di attività e contesti di lavoro, che richiedono un’attenta valutazione dei rischi.

Se lavori nel turismo, e vuoi essere certo di tutelare la salute e sicurezza di lavoratori, fornitori e clienti, contattaci senza impegno: i nostri esperti sono a tua disposizione per fornirti tutto il supporto di cui hai bisogno, sia in termini di consulenza che di formazione.


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Immagine di Sara Bittesnik
Sara Bittesnik

Consulente e formatrice specializzata in igiene alimentare, sistemi di gestione e privacy, amante di cucina ed enologia.

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Sara Bittesnik

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