L’ACN è un liquido infiammabile e dall’odore pungente, con effetti altamente tossici. Un recente fact sheet pubblicato dall’Inail ha approfondito proprio l’acrilonitrile, gli aspetti normativi e i biomarcatori di dose e di effetto.
Vediamo, in questo articolo, maggiori dettagli su cos’è e dove si trova l’ACN, i possibili effetti e la normativa di riferimento, con i valori limite di esposizione.
Acrilonitrile: dove si trova
L’ACN, a norma del reg. (CE) n. 1272/2008 (Classification, Labelling, Packaging – CLP), risponde ai criteri di classificazione di cancerogeno categoria 1 B relativo a “sostanze di cui si presumono effetti cancerogeni per l’uomo, prevalentemente sulla base di studi su animali”. È inoltre un agente cancerogeno ai sensi della dir. 2004/37/CE (nota anche con l’acronimo CMD – Carcinogenic Mutagenic Directive) sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.
Come anticipato, l’acrilonitrile è un liquido altamente infiammabile, che si caratterizza per avere un odore pungente, per essere sensibile alla luce, molto reattivo e tendente alla polimerizzazione spontanea. Gli effetti, come vedremo meglio nel prossimo paragrafo, possono essere altamente tossici, in quanto l’ACN può formare cianuro ed essere a rischio esplosione quanto viene a contatto con sostanze quali bromo, cloro e basi forti.
L’esposizione professionale all’acrilonitrile si ritrova soprattutto nei seguenti settori:
- industria della plastica (stirene- acrilonitrile, SAN);
- industria della gomma butilica (acrilonitrile-butadiene-stirene, ABS);
- settore tessile.
In passato, l’ACN veniva usato anche come pesticida (nella formulazione di miscele), mentre oggi è presente anche nei prodotti chimici di laboratorio, negli apparecchi meccanici ed elettronici.
Il rilascio di questa sostanza nell’ambiente può avvenire attraverso la produzione di materiali termoplastici, da materiali a basso tasso di rilascio o da materiali di lunga durata, come quelli da costruzione. L’ACN è anche tra i composti organici volatili (COV), importanti costituenti degli inquinanti atmosferici, che presentano effetti negativi sulla salute.
Esposizione ad acrilonitrile: gli effetti negativi sulla salute dell’uomo
L’esposizione ad acrilonitrile rappresenta un grave rischio per la salute umana, e può avvenire per inalazione oppure per contatto con la pelle (durante la produzione o l’utilizzo nella fabbricazione di fibre, resine e polimeri).
In genere, vengono coinvolti soprattutto i lavoratori che producono prodotti in gomma nitrilica, quelli che operano nei settori dei rivestimenti e degli adesivi e nella produzione di fibre acriliche e di plastica.
Secondo il regolamento CLP, gli effetti sulla salute dovuti ad esposizione ad ACN sono:
- possibilità di causare cancro;
- tossicità per inalazione, contatto con la pelle e ingestione;
- effetti irritanti per le vie respiratorie e la cute;
- reazioni allergiche cutanee;
- gravi lesioni oculari.
L’esposizione all’ACN comporta l’insorgenza di effetti tossici sulla salute, che possono essere di tipo acuto o cronico.
I livelli degli effetti avversi dipendono dalla dose, dalla durata e dal lavoro svolto, e si manifestano attraverso una grave irritazione ai tessuti (provocando, dopo l’assorbimento, una tossicità sistemica, oltre a quella locale sul sito di contatto).
Anche i consumatori di prodotti contenenti ACN possono essere esposti a tale sostanza, sebbene i livelli rilasciati siano ridotti.
Normativa e valori limite di esposizione ad acrilonitrile
Dal punto di vista legislativo, il d.lgs. 135/2024 amplia l’elenco delle sostanze di cui all’Allegato XLIII del Capo II del d.lgs. 81/2008, introducendo anche l’ACN con i valori limite di esposizione professionale (per la quale vengono anche indicate nelle osservazioni sia la notazione “cute” che la notazione “sensibilizzazione cutanea”).
Per quanto riguarda la notazione “cute”, questa indica la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la pelle, che però non può essere valutato con il monitoraggio ambientale. Per questo, per valutare l’entità dell’esposizione attraverso vie aggiuntive a quella respiratoria, è raccomandabile il monitoraggio biologico.
Nel d.lgs. 135/2024 viene inserito il VLEP relativo al monitoraggio ambientale dell’ACN e, nello specifico, quello misurato o calcolato in relazione a un periodo di riferimento di 8 ore e di breve durata di 15 minuti (Short Term Exposure Limit-STEL, che rappresenta il valore al di sopra del quale l’esposizione dovrebbe essere evitata, salvo indicazione contraria).
Dunque, i valori limite per l’acrilonitrile sono:
- valore limite 8 ore: 1 mg/m3; 0,45 ppm;
- valore limite breve durata: 4 mg/m3; 1,8 ppm.
Nel documento dell’Inail vengono approfonditi anche diversi altri temi, quali:
- biotrasformazione e indicatori di dose;
- monitoraggio biologico e fattori confondenti;
- stress ossidativo e indicatori di effetto.
Per maggiori dettagli, qui puoi consultare il fact sheet Inail sull’acrilonitrile.
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Mario Gelao
Consulente specializzato in prevenzione e sicurezza su lavoro, amante di lettura, cinema e disegno.
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