Eritrosina E127: la FDA vieta il colorante rosso n.3 negli alimenti

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Eritrosina E127: la FDA vieta il colorante rosso n.3 negli alimenti

Vietato in Europa dal 1994 – ad eccezione di alcuni prodotti specifici – questo additivo viene utilizzato soprattutto in dolci, caramelle, cocktail e bevande (oltre che in alcune tipologie di farmaci per uso topico e cosmetici, ma in questi due ambiti il divieto era già arrivato negli anni ’90 anche negli USA).

Cos’è l’eritrosina e perché la FDA è arrivata a questa decisione? Qual è il quadro europeo in merito a tale additivo alimentare? Approfondiamo meglio, in questo articolo.

Cos’è il colorante rosso n.3 (eritrosina) e perché è stato vietato anche negli alimenti

Il colorante rosso numero 3 è un additivo sintetico ricavato dal petrolio, noto in Europa – come detto – con il nome di eritrosina (E127) e negli Stati Uniti come “Red Dye No.3”.

Impiegato nel settore alimentare per dare un colore rosso ciliegia brillante a diversi tipi di prodotti (caramelle, torte, dessert surgelati, ghiaccioli, glasse, cocktail, bevande, ecc), la FDA ne aveva già vietato l’uso nel 1990 nei cosmetici e nei farmaci ad uso topico.

Ora, a distanza di anni e in risposta a una petizione del 2022 sugli additivi coloranti, la FDA ne ha vietato l’utilizzo anche negli alimenti, rifacendosi alla “clausola Delaney“. Essa, promulgata nel 1960, proibisce l’autorizzazione della FDA per un additivo alimentare o un additivo colorante qualora si scopra che può provocare il cancro negli esseri umani o negli animali.

Nello specifico, per quanto riguarda il colorante rosso numero 3, due studi hanno dimostrato che l’esposizione ad alti livelli di E127 può causare tumori nei ratti maschi, mentre invece non vi sono dati analoghi per quanto riguarda gli esseri umani (i quali sono in genere esposti a livelli di eritrosina molto inferiori).

Tuttavia, in base al principio di precauzione e alla clausola Delaney sopra citata, è stato deciso di vietarne l’uso. I produttori che utilizzano l’E127 negli alimenti, dunque, avranno tempo fino al 15 gennaio 2027 per riformulare i propri prodotti senza tale colorante.

Questo divieto vale anche per gli alimenti importati negli Stati Uniti e prodotti in quei Paesi in cui l’uso dell’E127 è ancora consentito: essi dovranno rispettare i requisiti statunitensi.

Eritrosina E127: il quadro in Europa e la dose giornaliera ammissibile

Come anticipato, l’uso dell’eritrosina come additivo alimentare è vietato in Europa dal 1994, ad eccezione di alcuni prodotti (come, ad esempio, le ciliegie candite).

Secondo uno studio del 2011 condotto dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l’eritrosina può avere un effetto minimo negli esseri umani che ne dovessero consumare una dose di 200 mg al giorno per 14 giorni. Una dose di 60 mg al giorno, invece, non produce alcun effetto dimostrabile.

L’attuale dose giornaliera ammissibile (DGA) si basa su questo studio, e considera la dose da 60 mg equivalente a 1 mg/kg di peso corporeo al giorno. Applicando un fattore di sicurezza di 10 – in modo da tenere conto del ridotto numero di soggetti utilizzati nello studio e della sua durata relativamente breve – è stata ricavata una DGA di 0-0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno.

Secondo il gruppo di esperti scientifici, agli attuali livelli di utilizzo, le stime di assunzione di eritrosina per gli adulti sono in media di 0,0031 mg/kg p.c./giorno, quindi di molto inferiori rispetto alla DGA di 0,1 mg/kg p.c./giorno.

Gli esperti dell’EFSA hanno dunque ritenuto che non vi sarebbero problemi di sicurezza agli attuali livelli di esposizione, comprese anche le altre fonti di esposizione.

Per approfondire, qui puoi trovare il parere scientifico dell’EFSA del 2011 sull’eritrosina E127.

Non solo eritrosina: altri esempi di sostanze potenzialmente nocive negli alimenti

In tema di sicurezza alimentare, sono diverse le tipologie di esposizione che è importante considerare nella preparazione e consumo degli alimenti.

Su questo magazine abbiamo già approfondito varie tematiche, come ad esempio quella legata al bisfenolo A, ovvero una sostanza chimica utilizzata solitamente nel policarbonato (plastica usata per produrre contenitori per distributori d’acqua, bevande e conservazione di alimenti) nelle pellicole e nelle verniciature interne per lattine di metallo e contenitori per cibi e bevande (qui trovi l’articolo dedicato).

Altri esempi di contenuti legati a questi temi riguardano l’arsenico inorganico presente negli alimenti (soprattutto riso, cereali, acqua potabile, ecc) oppure le nitrosammine, sostanze chimiche che fanno parte del ciclo dell’azoto e che si formano da una reazione chimica tra nitriti o nitrati e alcune ammine.

Da non sottovalutare anche la presenza di microplastiche negli alimenti (qui trovi un articolo con alcuni dati interessanti) e, in generale, le procedure, le norme e gli aspetti da tener presenti per tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori, in ogni fase di produzione, manipolazione e vendita di alimenti (guarda qui il riepilogo con tutti gli argomenti che abbiamo trattato finora in questo ambito).

Lavori nel settore alimentare e vuoi essere certo di rispettare quanto previsto per legge? Contattaci senza impegno per richiedere la consulenza di un nostro professionista.


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Immagine di Giuseppe Jirillo
Giuseppe Jirillo

Consulente e formatore specializzato in sicurezza sul lavoro e igiene alimentare, amante di calcio, tennis e sci.

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